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La sconosciuta

Premio Blockbuster al recentissimo Cinefilmfestival di Roma

, La sconosciuta.    

Film > Irena, la sconosciuta. Arrivata in Italia dall'Ucraina alcuni anni prima, ora trentenne cerca nel presente i fantasmi del suo passato. Li cerca in una piccola città del nord-est, una Trieste, in verità trattata da Giuseppe Tornatore come ‘non luogo’.
E come tante ragazze dell'est, Irena diventa oggetto sessuale di uomini senza scrupoli, vittima di violenza e umiliazioni, fisiche e psicologiche. La sua è una storia oscura, tormentata, malmenata, violentata e torturata da un cognome: Adacher. Ma è così casuale il suo accanimento nello scegliere una zona ben precisa della città per vivere e lavorare?
Lei, silenziosa e gelida domestica extracomunitaria, disponibile a tutto per avere una risposta: gli Adacher, una famiglia borghese, Valeria, il marito Donato e la figlioletta Tea. Mentire, rubare e uccidere. Nessuna certezza e nessuna speranza all’orizzonte. Il passato la perseguita.
Sono passati più di dieci anni da una Pura formalità , e Tornatore riappare con un film del nostro cinema veristico, un’interessante passerella di grandi attori di casa nostra, come Michele Placido e Claudia Gerini, Alessandro Haber e Pierfrancesco Favino, e degno di nota è un poco più che cameo per Margherita Buy, nel ruolo di avvocato. Un Tornatore regresso alle sue radici, che con La sconosciuta si riavvicina a livello atmosfera, ad uno dei suoi primi film, Il camorrista. Dice il regista: “ E’ una pellicola molto dura, incalzante e violenta. E' un tipo di racconto che mi piace e che da Il camorrista non avevo più frequentato, perché non avevo trovato storie che mi consentissero un approccio narrativo ed espressivo del genere.”
Brilla la lucidità della protagonista che veniva dalla Russia, l’attrice, sconosciuta in Italia, Xenia Rappaport, e forse non è un caso, che Xenia, significhi in greco antico ‘straniera’.
Chiaroscuri, buio e angoscia, strisciano tra sequenze veloci e pregne che fanno del film, un pugno nello stomaco e una mazzata nelle reni. Spietato e crudo come Muffa, un Michele Placido che è riduttivo definire in stato di grazia. Sangue, tanto sangue. Il cinema italiano da frutti gustosi, ma non mangiare prima della visione. Echi che dal noir affondano nel mèlo, citando l'orgia di Eyes Wide Shut, dunque melò, noir, thriller, ma La sconosciuta è e resta, prima di tutto, un noir nella provincia italiana.
La sconosciuta è accompagnata nel suo tormento da opera e musica del maestro Morricone, che segue l’intreccio calibrando alti e bassi della tensione La distribuzione del nuovo film del regista e sceneggiatore Giuseppe Tornatore, prodotto di genere tutto italiano, gli fa vincere il premio Blockbuster al recentissimo Cinefilmfestival di Roma, operata da Medusa Film.


di: cristian

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