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Tutti gli uomini del re

l'era dei remake

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Ecco un altro remake, esce nelle sale italiane Tutti gli uomini del re, rielaborazione di All the King's Men di Robert Rossen del 1949, vincitore di ben tre oscar. Lo script è molto vicino all’originale, basato sull'omonimo romanzo, vincitore nel 1947 del primo dei tre premi Pulitzer della carriera di Robert Penn Warren. I protagonisti, Sean Penn e Jude Law, interpretano rispettivamente il neosenatore ingenuotto e impegnato per i diritti civili Willie Stark e il giornalista di belle speranze e buone maniere, Jack Burden. Louisiana, anni '50. Storia di due evoluzioni parallele prima che poi inevitabilmente s’incroceranno. Il rozzo contadino del south, Stark, cresciuto in ambiente agreste, evolve in senatore astuto, manipolatore senza scrupoli di folle di villici a bocca aperta e dall’applauso facile, ed esperto comunicatore, conoscitore e padrone delle dinamiche populiste. Il secondo da giornalista locale a portaborse e ufficio stampa del suo senatore preferito.
Steven Zaillian (oscar per la sceneggiatura di Schindler's List) è regista e ancora sceneggiatore di questa nuova versione di una storia gi nota. Il risultato è una mescolanza color fango, virata al giallo e al seppia, di storia, politica e lotta di classe, fine dell'innocenza e disillusione ideologica trionfante.
Tutti gli uomini del re, ascesa e caduta di Willie Stark, è ispirato oltre che al citato romanzo, alla vicenda del governatore della Louisiana, Huey Long, assassinato nel 1939 dopo aver annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali proprio contro quel F. D. Roosevelt, presidente in carica, che lo considerava come uno degli uomini più pericolosi degli USA di allora.
Tutti gli uomini del re che è stato girato a New Orleans, nei luoghi di origine della storia, appena prima che Katrina, l’uragano, la riducesse ai minimi termini storici è un energico j’accuse al sistema americano e alle sue dinamiche corrose, ma pecca di eccessiva enfasi nel suo personaggio principale che esplode fuori dalle righe, almeno nella versione italiana, in un azzardato accento barese misto siciliano, che conferisce a Stark un’aurea mafiosa delle peggiori. La prestazione del resto del cast è impeccabile insieme alla fotografia azzeccata e alle location ricostruite davvero real: non da meno un’eccezionale colonna musicale.


di: cristian

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 Tutti gli uomini del re
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