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HAYAO MIYAZAKI

Maestro incontrastato dell'animazione alla giapponese e fresco vincitore ex-aequo dell'Orso d'oro di Berlino con il suo film "Il viaggio di Chihiro"

HAYAO MIYAZAKI, .    

Registi > Hayao Miyazaki è una leggenda. A partire da questo presupposto da niente si può partire a narrare l'opera assoluta del maestro giapponese dell'immaginario. A 61 anni è reduce dall'assegnazione di un meritatissimo Orso d'oro a Berlino per il suo film d'animazione "La città incantata" che in patria ha sfondato ogni record di incasso al botteghino, superando, con 21,4 milioni di spettatori, persino il Titanic, il tutto in meno di cinque mesi.
Il film è la storia di una ragazzina di dieci anni, Chihiro, che viene proiettata in una città fantasma popolata da spiriti antichi e divinità naturali, che compongono una sorta di Pantheon della mitologia shintoista. La grazia e la poesia dei disegni dell'autore e regista sono incomparabili e la realizzazione di questo film rappresenta solo l'ultimo anello di un percorso cominciato anni fa con la creazione della serie tv di cartoni animati intitolata "Conan, figlio del futuro" (alzi la mano chi non lo ha mai visto) e giunto oggi alla creazione di uno studio di animazione con annesso museo: lo studio Ghibli.
La sua carriera trentennale nel mondo dell'animazione inizia come detto con la creazione alla serie tv di "Conan" epopea post-atomica (tristemente realistica in Giappone) fatta di sentimenti forti e coscienza ecologica, due temi che non abbandoneranno mai la poetica creativa dell'autore, contribuendo alla sua classificazione come personaggio atipico del mondo manga. In effetti, la produzione di Miyazaki si distaccava già allora ed a maggior ragione oggi dall'opera dei principali animatori del Sol Levante, incentrata su immagini violente, ambigue e sempre più votata all'esplorazione del mondo tecnologico e della compenetrazione tra uomo e macchina, quasi a voler esorcizzare in immagini la contrastante realtà sociale del Giappone degli ultimi cinquant'anni, sempre tesa tra tradizione e postmodernità.
Conan dicevo, ma anche Heidi, dalla quale Miyazaki trae spunto per i suoi successivi personaggi femminili, in particolare la "Principessa Mononoke", "Nausicaa della valle del vento" e "Laputa il castello del cielo". Non vanno dimenticate poi altre creazioni come "Il vicino Totoro", il personaggio più amato dai bambini giapponesi, il suo primo lungometraggio distribuito in Europa, "Porco Rosso" e l'inarrivabile serie tv e film di "Lupin III".


di: DHARMABOY

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