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ROBERT GUEDIGUIAN

Chi non combatte perde, ma soprattutto si rompe le palle

ROBERT GUEDIGUIAN, .    

Registi > Robert Guédiguian nasce a Marsiglia nel 1953. Figlio di un operaio armeno, cresce nel quartiere popolare dell'Estaque, definito dallo stesso regista come "il quartiere più comunista di Marsiglia". Verso la metà degli anni 70 si trasferisce a Parigi dove inizia a scrivere sceneggiature cinematografiche. L'esordio alla regia avviene nel 1980 con "Dernier été" che viene presentato al festival di Cannes, ma la consacrazione a livello europeo avviene solo nel 1997 quando con "Marius et Jeannette" riscuote unanimi consensi da parte della critica internazionale.

Il 1999 ha visto la realizzazione quasi contemporanea di due film da parte di Guédiguian: "La ville est tranquille" e "à l'attaque!". Entrambi ambientati a Marsiglia, "città che - sostiene Guédiguian - racchiude in sé tutti i problemi del mondo", si tratta di due lavori che, pur nella loro diversità (radicalmente pessimista il primo, profondamente ottimista il secondo), trattano degli stessi argomenti: la classe operaia, i poveri, i deboli, le contraddizioni della società moderna e della globalizzazione: "Ne "La ville est tranquille" - ha dichiarato il regista francese - mostravo il mondo com'e', in questo film - "à l'attaque!" - mostro il mondo come vorrei che fosse: in alcuni momenti si devono fare film che chiariscono le cose e in altri si devono fare dei film per mostrare l'enorme complessità del mondo. L'importante - prosegue Guédiguian - è che un film sia esemplare, eccessivo nella via che sceglie". Dall'accusa di estremizzare situazioni e personaggi, il regista francese si difende sostenendo come in certi momenti sia importante indicare chi sta da una parte o dall'altra, il bianco e il nero, i buoni e i cattivi: "O uno dice le cose in modo estremo o non lo fa per niente. Troppa distanza è pericolosa". E ciò secondo Guédiguian vale non solo per il cinema o per l'arte in generale, ma anche per la politica: "La sinistra italiana ha avuto la possibilità di governare ma non ha saputo rispondere alle aspettative. Quello dato a Berlusconi è stato un voto reazionario, un voto contro qualcosa di nebuloso che non si comprendeva. Oggi bisogna reinventarsi un modo nuovo di essere cittadini, bisogna lottare". Già, lottare, perché, come dice uno dei protagonisti di "à l'attaque!", "Chi non combatte perde, ma soprattutto si rompe le palle".


di: RADIOTAKESHI

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