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KRZYSZTOF KIESLOWSKI

Un uomo cinico che beveva troppo, fumava troppo, ma era anche uno dei migliori registi del mondo

KRZYSZTOF KIESLOWSKI, .    

Registi > Destino cieco nel 1982 fu il primo film di uno sconosciuto quarantenne di Varsavia ad approdare sugli schermi italiani. Krzysztof Kieslowski tre anni prima era riuscito a varcare la Cortina con Camera buff, mai distribuito in Italia, e a far conoscere il suo talento all'estero. Prima c'è la storia di un ragazzo nato sotto l'occupazione nazista, un'infanzia passata tra i sanatori per seguire il padre tubercolotico e una testarda convinzione di entrare nella prestigiosa Lodz, la scuola di cinema che ha lanciato tutti i maggiori esponenti del cinema polacco, da Zanussi a Polanski. Dopo ripetuti fallimenti Kieslowski viene accettato nel 1965 e inizia a produrre documentari, e il cinema diventa per lui il mezzo per testimoniare l'irrequieta situazione politica e sociale della Polonia degli anni'60 e '70.
Dopo quel film dell'inizio degli anni '80 su come un banale incidente, lo scontro con un ubriaco in una stazione, possa cambiare drasticamente le sorti di una vita intera di Krzysztof Kieslowski in Italia non si sentirà più parlare per quasi un decennio. In quegli anni Kieslowski riesce a fare solo un film (No End, anche questo distribuito solo all'estero, che passò quasi inosservato) sia a causa dell'entrata in vigore della legge marziale in Polonia, che bloccando la fornitura statale di materiale e equipaggiamento per girare i film mise in ginocchio l'intero cinema polacco, sia perché Krzysztof Kieslowski nei suoi ultimi lavori era stato piuttosto critico con il governo nazionale.
Nel 1988 la televisione polacca gli affidò la direzione di un progetto ambizioso: la realizzazione di dieci film da un'ora ciascuno che trattassero i dieci comandamenti riadattandoli alla Polonia moderna. Da qui nasce Il decalogo, che riesce definitivamente a mettere in mostra tutto il talento del regista di Varsavia.
I dieci film che compongono Il decalogo, scritti con l'amico Krzysztof Piesiewic, sono un splendida carrellata laica sui dilemmi che da secoli accompagnano l'uomo. I comandamenti sono alla fine solo un pretesto, tanto che non vengono mai nominati né nei titoli né nei film, per scavare nelle profondità dell'animo, nei sentimenti e nelle emozioni. Come fa notare Stanley Kubrick nell'introduzione all'edizione americana delle sceneggiature dei film Krzysztof Kieslowski soprattutto comunica attraverso le azioni, i gesti e le immagini più che con le parole. Ci sono dei momenti che sono delle vere e proprie epifanie: l'inchiostro che si rovescia e si spande sui complicati calcoli matematici di un padre che ha la scienza come unico credo in o una mosca che riesce a uscire dal bicchiere in cui era rimasta invischiata che preannuncia la miracolosa guarigione di un malato. I toni variano dalla tragedia alla commedia, ma l'intera opera ha una fortissima unità stilistica, i personaggi si intrecciano e si sfiorano in tutte le storie. Ci sono anche elementi ricorrenti, ad esempio la presenza dello stesso silenzioso personaggio nei momenti cruciali degli episodi o il fatto che tutti i dialoghi chiave avvengono sulla soglia di una porta.
Dopo il crollo dell'Unione Sovietica Kieslowski si trasferisce a Parigi, questo passaggio è ben sottolineato dal criptico La doppia vita di Veronica del 1991, storia di una ragazza polacca che ha un doppio nella capitale francese.
Con la stessa intensità e intelligenza di Il decalogo è girata la trilogia Tre Colori (Blu,Bianco e Rosso), tre film da un'ora e mezza ispirati ai colori della bandiera francese e al contempo al motto rivoluzionario Liberté, Egalité, Fraternite! Dopo l'indiscusso successo di questi film, girati tra il 1993 e il 1994 in Francia, Polonia e Svizzera, Krzysztof Kieslowski decide di ritirarsi dalle scene. Nel 1996 iniziarono però a circolare voci che stesse iniziando a lavorare su una trilogia ispirata all'inferno, il purgatorio e il paradiso. Mi piace pensarlo come uno dei suoi cinici scherzi, visto che il 13 marzo dello stesso anno, all'età di 54 anni Krzysztof Kieslowski morì di attaco cardiaco durante una difficile operazione chirurgica.


di: A.MA.

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