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RUSS MEYER

Il re incontrastato del cinema di serie Z. Porno splatter e maggiorate in salsa cartoon

RUSS MEYER, .    

Registi > Nato nel 1922, Russ Meyer è uno degli esponenti di punta del cosiddetto cinema di “exploitation” o “cinema di serie Z”, basato su storie torbide, tra splatter e horror, porno e trash cristallino. La figura di Meyer spicca in questo panorama bizzarro, attirando più di altri l’attenzione dei critici mainstream.
Il suo amore per le “tettone”, le smisurate maggiorate dei suoi film, è alla base di tutta la sua prolifica carriera cinematografica. A differenza delle opere degli altri registi del filone, i suoi film sono realizzati con tecnica ed inventiva, a partire dalla scelta dei colori “cartoonistici” fino alle angolazioni di ripresa ed al montaggio serrato. Prima di dedicarsi unicamente al cinema infatti, Meyer fu fotografo professionista e firmò il primo paginone centrale di Playboy. La modella ritratta, che essendo la prima non poteva che chiamarsi Eve, diventò subito dopo sua moglie.
La passione per il cinema invece, fu coltivata fin da giovanissimo: a 15 anni vinse il suo primo premio per cineasti dilettanti e dal 1942 fino alla fine della Seconda Guerra mondiale, seguì e filmò le battaglie europee.
Il vero debutto cinematografico fu nel 1959 con “The Immoral mr. Teas”, considerato allora e successivamente come il primo film porno Usa. Ma nonostante ciò, la fama dei suoi film risulta inversamente proporzionale al contenuto sessuale esplicito degli stessi. Nel suo miglior film, “Faster Pussycat! Kill! Kill!”, girato nel periodo che egli stesso definisce “Bianco & Nero Gotico”, non vi sono nudità di alcun tipo. La sua carriera, proprio a causa di questo restare in sospeso tra le richieste di contenuti espliciti ed al contempo di critiche d’autore, ha subito degli alti e bassi.
Un esempio di tale contraddizione sta da una parte negli elogi che RM ha sempre riscosso presso il pubblico femminista e dall’altra parte dalle brutali scene di stupro presenti in alcuni dei suoi film (e che egli suppone essere divertenti).
In ogni caso e da ogni angolazione in cui si voglia vedere Russ Meyer, resta indubitabile l’importanza del suo contributo grottesco alla formazione di generazioni di realizzatori e la sua influenza su un certo tipo di estetica che si estende oltre il campo cinematografico.
I suoi film principali sono reperibili anche in italiano, presso negozi più o meno specializzati o attraverso siti commerciali. Le sue opere migliori vengono considerate quelle realizzate nel già citato periodo “Bianco e Nero Gotico”, tra il 1964 ed il 1965, tra le quali “Lorna”, “Mudhoney”, “Motor Psycho” e “Faster Pussycat! Kill! Kill!”. Le opere successive al 1969, anno in cui Russ Meyer firma un contratto per una Major di Hollywood, anche se più conosciute, restano forse meno spontanee, ma ugualmente valide. Tra queste “Vixen”, “Supervixens” e “Beneath the Valley of the UltraVixens”.


di: DHARMABOY

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