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FORWARD RUSSIA!

Un disco simbolo dei tempi (e non l'ho detto in senso positivo)

FORWARD RUSSIA!, Give Me A Wall. DanceToTheRadio 2006    

Supporti > Succede così: che vedi un video (quello di Twelve, di gran lunga il pezzo migliore del disco) e ti illudi. Che ascolti l'incipit (giusto l'incipit neh!) del primo pezzo dell'album, e ti illudi. Che leggi un po' di cosucce sulla band, ti fai prendere bene dal look desengagè-e-quindi-figo dei componenti, tutti in divisa con la maglietta bianca e i due punti esclamativi alla spagnola (il logo del gruppo), con una batterista che non è una pin-up e picchia, un cantante che si dimena e ha carisma come ogni cantante dovrebbe avere (non mi è mai piaciuto il low profile). Che ti diverte che chiamino le loro canzoni con numeri che non corrispondono all'ordine secondo sui sono piazzati in scaletta. Che arrivi quasi a pensare che questi non son saliti per ultimi e magari senza biglietto sul treno del punk-funk che oggi va tanto di moda e che sotto sotto un po' di ciccia ci sia e non si tratti di solo fumo. Insomma succede tutto questo, e che allora compri il disco, di questi Forward Russia, anche perchè tutto sommato nemmeno il nome, del gruppo, fa poi cosi' schifo.


Ebbene, e quindi?


E quindi, totale che alla fine 'sti Forward Russia invece deludono. Perchè? Ma perchè ormai, nel 2006, il discrimine non sta più nel fatto se un gruppo sappia o meno suonare: anzi, ormai da quel punto di vista lo standard si è stabilizzato su un metro piuttosto alto, e infatti qui tutti sanno suonare come da manuale e da copione. E allora qual è la cosa? Per me la cosa è definibile nei termini in cui Bob Dylan definisce le canzoni di Hank Williams: una canzone, una musica, un disco, un gruppo, devono comunicare che ciò che fanno e ciò che sono sono una cosa per cui ne va della vita, che son fatti come se fossero l'unica cosa possibile, e che sono testimoni di un'urgenza di sopravvivenza che l'autore/gli autori provano (e qua, certo!, con migliori o peggiori esiti) a comunicare, gettando ami cui si sia felici di abboccare. E, guardate, qui non c'entrano slanci vitali o utopie da rocker alla primo BruceSpringsteen (che comunque aveva il suo bel perchè): che anche il più stupido dei falsetti degli/delle Scissors Sisters è perfettamente coerente con quanto vuole essere quel tipo di musica, e ne comunica la propria, peculiare, urgenza. Cosi' come era l'urgenza di voler sputar fuori quel tipo di musica, che era fisicamente e a livello di sangue chi la scriveva/suonava, a riempire di senso e travalicare le ingenuità tecniche di gruppi che poi son stati capiscuola come i Virgin Prunes o il Pop Group (per stare in mondi vicini ai Forward Russia), o, ebbene sì, gli stessi Joy Division: e in fondo questa era ed è stata la vera lezione del punk, mica gli Offspring.


Qua, inutile precisarlo, di tutto questo non c'è traccia.


Qua, di tutto questo, non si intuisce nemmeno un potenziale represso. Qua, di tutto questo, si può solo e semplicemente (ma non semplicisticamente) notare che, eccezion fatta forse solo per il caso di Eleven, quasi non si distingue differenza tra una canzone e l'altra, che se vuoi zampettare e ballare è molto meglio il primo disco dei Rapture (senza voler scomodare i Gang Of Four, naturalmente!) o quello dei !!!, che non basta tenere ritmi articolatamente scomposti o gridare per l'80% del tempo o usare chitarre equalizzate come se avere anche solo una microfrequenza di basso fosse il peggior crimine contro l'umanità, e, infine, che non basta che tutto sia fatto secondo le regole del Buon Disco Indie Rock per impedire a Sua Maestà La Noia di fare ben più che capolino laggiù oltre l'angolo, tenendo ben lontana quell'altra cosa che Artaud chiamerebbe crudeltà, e altri definirebbero capacità di commuovere (nel senso etimologico del termine).


E infatti, puntualmente, i Forward Russia non ce l'hanno fatta.


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2006-09-28


FORWARD RUSSIA! Give Me A Wall
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