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XIU XIU

Decostruzionismo body-art per una nuova estetica

XIU XIU, The Air Force. 5 Rue Christine 2006    

Supporti > Cosa succederebbe se i Liars facessero pop? O se un gruppo loro omologo (almeno quanto a spirito di avanguardia nella visione della musica) decidesse di declinare in termini di melodia e armonicità quelli che sono i fermenti della sua sonora ricerca, scegliendo non per questa ragione la strada di una forzosa accessibilità, quanto piuttosto la via alquanto più impervia di una personale adozione di un alfabeto?
Più o meno la risposta potrebbe stare in questo The Air Force, ovvero l’esperimento che il dinamico duo costituito dai cugini Caralee McElroy e Jamie Stewart, cioé gli Xiu Xiu, prova a elaborare nel disco. Intendiamoci: non è che troverete qui solarità cristalline e melodie bubblegum per spensierati pomeriggi nei prati, né tantomeno ritornelli appiccicosi che vi stiano in mente in tempo zero. Nient’affatto: questo è pur sempre a tutti gli effetti un disco degli Xiu Xiu, quindi gli ingredienti di base non possono che essere destabilizzanti, come nei dischi precedenti, quali ad esempio La Foret o Faboulous Muscles: in catalogo dunque inserti disturbati di improbabili strumenti, mandolini che arrivano impazziti proprio quando non dovrebbero (“Save Me”), scariche di clangori e di loop decerebrati ricavati da campionamenti sghembi o interventi di sguaiate fisarmoniche, nonché entrées di intere sezioni d’archi sopra rumorosi e saturi missaggi di beat strascicati. Su cui la voce declama tetra e teatrale, memore certo di drammatici Bowieismi, quanto di immaginari che riverberano tra il pathos e il sussurro, suggerendo inquietudine anziché evocarla esplicitamente (“Boy Soprano”), lasciando che questo compito sia svolto da sirene da videogame e chitarroni innaffiati in un pedale fuzz e suonati con un solo dito.
Però mai come in questo disco Stewart opta per il registro vivace, non dico allegro, ma vivace e mosso, togliendosi persino lo sfizio di una nenia da carillon affidata, per la parte vocale, alla cuginetta (“Hello From Eau Claire”), e puntando maggiormente, rispetto a episodi precedenti, proprio sulla carta-melodia, pur se continuamente sviscerata, autodistrutta e implosa, rovinata e erosa da continui disturbi. Mi fa venire in mente, un simile approccio, anche Aphex Twin: identica l’opera di destrutturazione, identica l’inquietudine che spinge a sporcare, a evidenziare con detriti, quasi che poi la purezza della scrittura e del brano venisse fuori come da un operazione “in negativo”. Prendete “Vulture Piano”, per dire: quasi up-tempo, quasi ballabile, quasi singolo, provvisto anche di killer riff d’ordinanza. Epperò lancinato e stuprato da percussioni sovralimentate e da una voce trapanata di saturazione. Stessa cosa succede anche negli episodi potenzialmente più dolci, come “P.J. In The Streets Of London”, o “Watermelon vs The Pineapple”: identica la quasi masochistica tentazione di distruggere ciò che viene creato (un bucolico incipit di acustici arpeggi chitarristici quasi canterburyani, nello specifico) abbruttendolo con scorie infette o spiazzando con imperterrite accelerazioni. E non con quel gusto artificioso e neanche poco masturbatorio che potrebbe far capolino in casi come questi (“guardate come sono bravo e imprevedibile, siore e siori!”), ma, come per incanto, per far nascere paradossalmente proprio da questa operazione vere e proprie gemme di bellezza; volendo fare un parallelo, questo tipo di labor ha a che vedere con quello dei migliori body-artisti: come questi elaborano nuove forme a partire dall’intervento su di sé, perché il sé è considerato la madre primigenia cui metter mano, così questo disco scarnifica, plasma, martoria il proprio “su di sé” (la melodia, la canzone come abbecedario) per partorire nuove materie. E non a caso è il corpo, a esser parte di tanti dei testi dei dischi (non solo questo) degli Xiu Xiu.
Dicevo di gemme di bellezza. Già, perché The Air Force è un disco bello, anzi bellissimo. Concedetevelo, e dategli tempo, dandolo a voi stessi, per esplorare nuove lande e nuovi nomi. Consigliatissimo.


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2006-11-03


XIU XIU The Air Force
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