FLYING LOTUS
esercizio corporale
FLYING LOTUS, 1983. plug research 2006
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Orecchie critiche assenti. Il cervello è unica presenza. Può stare dietro oppure no, ai suoni .
Troppe le interruzioni esterne, così la necessità di farsi trascinare, da questi suoni, è determinante.
Dipende ANCHE da questo dipende SOLO da questo. Ma alla fine ci riescono. A farsi seguire, i suoni, con una sorta d’imprevedibilità familiare. Imprevedibilità perché si sottopongono a un primo ascolto. Familiare perché li segui, e li aspetti, sapendo che ci saranno. E così è.
Il cervello, che è unica presenza, ha a disposizione diverse pulsazioni, suoni, nello stesso spazio di 3 minuti e 50 secondi di media circa da poter seguire, con cui poter coordinare i movimenti del corpo che manovra. Un buon esercizio per prenderne potere.
Passare lo stimolo ai nervi. Elettrizzare i muscoli che aiutano le ossa, un po’ meno agili, a partecipare. E poi lo stimolo raggiunge le estremità.
Contrazione fisica.
Al decimo esercizio (e sempre più si rafforza la teoria personale de “la canzone n° 10 è spesso da non sottovalutare”) si aggiunge un suono più umano e l’esercizio può estendersi ad allenamenti sonori.
Il n° 11 riporta all’origine, lievemente modificata, per riprendere gli esercizi. Ma dopo un po’ gli esercizi stancano. E riprendi a seguire le interruzioni esterne, ché questi suoni son troppo familiari ormai. Ed esercitarsi con loro è troppo facile, perché li sai, te li aspetti ormai.
di: postit
Articolo inserito il: 2006-12-28






