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You should be dancing...

!!!, Myth Takes. Warp Records 2007    

Supporti > Se c’è una verità che è una, è che, tra le tante correnti revivalistiche o meno apparse negli ultimi anni nei piani cool e hype della musica, tutto quanto ha a che fare con il punkfunk farebbe muovere le pelvi anche al più culodipiombo tra i nemici della discoteca, grazie alla intuizione (furbetta ma efficace, checché se ne dica) di mischiare alla (disco)dance anni ’70-’80 fatta da cassa in quattro, ritmiche martellanti e chitarrine funkytaglienti un’attitudine selvaggiamente grezza e, appunto, punkettona (per quanto fighetta, ma è giustissimo così!). E se è altrettanto vero che il boom di questi gruppi si è avuto all’inizio di questa decade, è altrettanto vero che sonorità di questo tipo non sono certo passate di moda (basti vedere il successo estero di gruppi nostrani quali i Disco Drive, che per quanto non ortodossi, sono comunque accostabili alla scena punkfunk), e che i vari Rapture e Faint sono ancora sulla cresta dell’onda.

Tra i gruppi che fanno questo tipo di musica, quelli probabilmente più interessanti sono i !!! (pronunciate chk chk chk, please), intanto perché se c’è una cosa che sanno fare è far ballare la gente, poi perché la loro musica non si limita a quei quattro schemi tipici del genere, ma prova, fin dall’esordio Louden Up Now, ad abbracciare universi più vasti, sempre di marca danzereccia, chiaro, ma che fanno capire di avere a che fare con un gruppo avente qualcosa da dire sul serio.

Logico quindi che l’attesa per la fatidica seconda prova della band sia alta. E bisogna dire che l’attesa è ripagata. Myth Takes propone, ovvio, le coordinate sonore del disco d’esordio (l’ormai metabolizzata miscela di groove, falsetti, chitarre funky e ritmiche all’adrenalina), raffinando però certe grezzaggini giovanili, e approdando a una scrittura matura ma nello stesso tempo fresca e godibilissima, anche per chi non cerca solo ed esclusivamente roba per ballare. Già la title track è piuttosto anomala, con la sua chitarrina addirittura quasi surf a reggere il tutto. Poi arriva “All My Heroes Are Weirdos”, che non sarebbe affatto dispiaciuta ai drogatissimi Red Hot Chili Peppers degli esordi (cantato e chitarra sembrano arrivare da Uplift Mofo Party o giù di lì), prima del primo colpo da manuale: “Must Be The Moon” si candida a essere uno dei riempipista ideali, con quel ritornello paraculissimo e immediatamente memorizzabile, mentre basso e batteria si occupano di far ondeggiare le anche. Si dia inizio alle danze! Ché poi arriva “A New Name” (e comincia a venirti il sospetto che Frusciante fosse da quelle parti, quando i ragazzi stavano registrando, e gli abbia regalato un paio di riff), e soprattutto “Heart Of Hearts”, giustamente scelta come singolo, che evoca addirittura suggestioni di certi Chemical Brothers, e in cui una voce femminile supersexyalcubo controcanta irresistibile. Già candidato per la mia compilation di fine anno, questo brano, che, come direbbero quelli bravi, spacca davvero. Il resto del disco procede su standard elevati, che si tratti di pezzi nebulosi un po’ alla TV On The Radio (“Sweet Life”), o di un alquanto improbabile epperò riuscito freak sonoro tra Prince, Goldfrapp e i Rockets (!) quale “Yadnus”. E’ musica energica e divertente, ma che al divertimento fine a se stesso (magari un po’ gratuito) cui la band si lasciava andare in passato sostituisce una personalità maggiore e più consapevole. Anche quando nella lunga suite di “Bend Over Beethoven” il bandolo si perde un po’, è comunque un bell’ascoltare, e il capitolo conclusivo, “Infinifold”, pare un solenne inno a chiusura della festa.

Perché di musica da festa, senz’altro, si tratta, per i !!!. Ma di una festa riuscitissima e che si vuole replicare l’anno successivo, però, nient’affatto di una festa mesta.


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2007-02-20


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