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GUILLEMOTS

Soldi, amore e melodia

GUILLEMOTS, . Transilvania live 2007-02-22    

Live > La notizia più eclatante di questi giorni è senza dubbio la caduta (o la genuflessione) del governo Prodi. In realtà i miei colleghi di lavoro hanno una classifica diversa delle news: al primo posto c’è Flachi positivo alla cocaina, al secondo Vieri derubato di un orologio del valore di 16mila euro. Al terzo forse la situazione politica, forse. Con questi pensieri in testa entro al Transilvania Live per il concerto dei Guillemots.

Entro.

Entro e subito trovo Paolo Liguori.

Sì, Paolo Liguori. Assieme a Fyfe Dangerfield sarà il personaggio della serata. Quest’ultimo è il cantante/pianista/tastierista del gruppo in questione: vestito gessato e capacità vocali davvero interessanti. Il primo invece è quello che prima faceva Studio Aperto, ora è a TgCom ed è sempre ospite a Controcampo la domenica sera. Chissà, magari sta pensando al caso Flachi.

La gente entra piano piano, non è molta, penso che il 90% sia lì senza pagare: tra accrediti, concorsi vinti e biglietti regalati i paganti probabilmente sono pochi. I Guillemots si lamenteranno? “Dovevamo venire in Italia a dicembre ma non avevamo soldi” diranno poi durante il concerto. Risate dal pubblico. Anche sul palco, ma a denti stretti: “Purtroppo è vero”.

Mentre aspetto l’inizio del tutto mi ritrovo a leggere la presentazione del gruppo inglese scritta su uno di quei minuscoli giornali/fanzine gratuiti che trovi nei locali e che servono solo nei momenti in cui ti stai annoiando ma non hai voglia di guardare il cellulare: “Quattro fattoni da Londra” inizia il piccolo articolo. Invece sul palco sono sei e sanno suonare proprio di tutto. Sono bravi ed eleganti, sia nel vestire che nell’esibirsi. Sono anche simpatici e le canzoni conquistano quasi tutti. Io rimango colpito ma forse alla lunga l’effetto ripetizione un po’ li penalizza.

Mi volto.

Liguori è sempre più contento, applaude ad ogni pezzo.

Già mi prefiguro una clamorosa notizia nei servizi di Mediaset di domani, proprio dopo il Grande Fratello e prima della Sagra Della Gnocca.

Non applaude solo lui però. Applaudono tutti, me compreso. Qualcuno sembra anche commosso, soprattutto dopo il pezzo solo voce e chitarra. La commozione è palese sul finale quando il pubblico viene salutato con Fyfe che sul limitare del palco, voce e piccola tastierina, nessuna delle due amplificate, intona “Blue would still blue”. In realtà i londinesi mi piacciono più quando danno vita a pezzi complessi musicalmente, pieni di suoni, di colore, di melodia e di cambi di ritmo. Canzoni spiazzanti e divertentissime (Made up lovesong no.43 e il singolo Trains to Brazil sono un bell’esempio delle loro capacità).

Il concerto finisce. Sono contento di averli visti dal vivo stasera.

Esco.

Mi avvio da solo alla macchina. Ma un dubbio mi rimane... Liguori avrà pagato l’ingresso?


di: Felson

Articolo inserito il: 2007-03-02


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