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TYING TIFFANY

Dance, Dance, Dance!

TYING TIFFANY intervista esclusiva, . Addarock, Medolago (Bg) 2006-06-23    

Live > Lungo la strada che porta allo spiazzo tra i campi di Medolago, dove si svolge l’Adda Rock Festival, ci imbattiamo in un gran numero di manifesti di Tying Tiffany: ci fa piacere, visto che da queste pagine si è sempre fatto il tifo per lei. L’appuntamento è dopo il soundcheck, per un’intervista che intervista non sarà ma, molto più piacevolmente, si rivelerà una gran bella chiacchierata/cena con lei e Lorenzo, chitarrista-produttore-factotum. Si parla di tutto, Tiffany è gentilissima e ci racconta di un bel po’ di cose. Mettere per scritto il tutto nella consueta formula domanda/risposta non renderebbe l’idea del clima rilassato e amichevole della discussione. Decisamente più sensato allora riferire per “capitoli” le cose uscite dalla chiacchierata. Unica puntualizzazione: ciò che è più bello notare parlando con Tiffany e Lorenzo, è vedere come siano entusiasti e convinti di questa avventura musicale. Per noi non ce n’è bisogno, ma per gli eventuali diffidenti, questo è detto per fugare qualsiasi dubbio residuo sulla sincerità dell’idea alla base dell’universo di Tying Tiffany. She rulez, checché se ne dica!

IL BASSO: “Sono una bassista, come estrazione. Non ti so dire chi sia stato il mio bassista preferito, perché non ho un approccio così tecnico alla musica, non sono una di quelle persone che sta lì attenta alle note che prende un musicista o cose così, mi colpisce di più tutto l’insieme della canzone e come semmai ciò che viene suonato caratterizzi il pezzo. Poi, per fare qualche nome, sicuramente Kim Gordon è stata un esempio, e rimane una grandissima. Ma se ti dovessi dire uno dei miei bassisti preferiti in assoluto ti direi Ignazio Orlando, ex bassista dei CCCP. Nella formazione con cui suono live non c’è il basso. Inizialmente lo suonavo io, ma poi ho preferito portare avanti una formazione così, che se vuoi non è proprio classica (oltre a Tiffany, che canta e smanetta effetti per la voce, c’è Lorenzo alla chitarra e al campionatore, e Alex al computer, n.d.a.), proprio per distaccarmi un po’ dalla line-up cui si è più abituati quando si assiste a un concerto, e proporre una formula più particolare”.

L’ITALIANO: “Sul prossimo disco, a cui già sto lavorando, ci sarà un brano in italiano, molto probabilmente. Già su Undercover c’è Telekoma, e dal vivo oltretutto faccio due cover in italiano, Io Sto Bene dei CCCP, e un brano della Kandeggina Gang. Ma in futuro ce ne saranno altri. Ce n’è uno in particolare, cui sto dedicandomi molto e che secondo me è bellissimo, soprattutto nella strofa: lì davvero funziona benissimo, e anche come testo mi soddisfa molto, ma lo devo un po’ rifinire nella parte del ritornello. Comunque sì, l’idea di fare un brano forte in italiano c’è e ci stiamo pensando molto”.

IL PROSSIMO DISCO: “Come ti dicevo, ho già un sacco di materiale cui sto lavorando. Mi piacerebbe, oltre al brano in italiano, lavorare per esempio anche a brani in altre lingue. Dal punto di vista musicale, sto sperimentando molto, e provando ad andare in direzioni magari inaspettate: chessò, sto lavorando a canzoni più lente (anche se sempre con una buona base ritmica), anche a sonorità diverse. E’ ancora tutto in divenire, perché comunque mi metto sempre in discussione e cerco sempre di fare cose diverse, e poi di ripensare di continuo a tutte le idee che ho in mente. Ci sono in ballo anche collaborazioni importanti: ho fatto un pezzo insieme a Nic Endo degli Atari Teenage Riot (e questa è un’anteprima per Bloomriot!), lavorando insieme a lei via mail, e speriamo di riuscire a metterlo nel nuovo disco. E soprattutto, ci sarà inoltre (e questa è un’altra anteprima!) una prestigiosa collaborazione con Pete Namlook, della Fax Records, che è un guru dell’elettronica mondiale”.

GOOD VIBRATIONS: “Il concerto più bello che ho fatto? Vediamo…Come sensazioni e atmosfere, sicuramente quello che ho fatto in Slovenia, a marzo. Il posto non era enorme, ma c’era tutto il pubblico preso benissimo, e assolutamente entusiasta, senza menate per il fatto che magari non si sentiva benissimo o cose così. Era proprio gente che voleva divertirsi e gustarsi il concerto, con uno spirito magari un po’ ingenuo ma molto spontaneo e vero. Alla fine del concerto arrivavano le coppie ragazzo-ragazza a comprare ognuno la sua copia del cd, mentre sai che qui succede che magari lo compra soltanto una persona, in un giro di amici. Ho ritrovato la stessa atmosfera e lo stesso entusiasmo che si respiravano da noi una decina di anni fa e che adesso in ambito indie non trovo più. E’ diventato tutto molto più un fatto di apparenza, in Italia, e si è perso lo spirito che c’era appunto fino a qualche anno fa. Invece da un punto di vista qualitativo, per le condizioni in cui ho suonato e per la resa che aveva il live come potenza sonora eccetera, sicuramente il Deposito Giordani a Pordenone e Colonia Sonora a Collegno, dove ho suonato qualche giorno fa, sono stati davvero impressionanti, appunto per come spaccava il suono che usciva dall’impianto”.

TODAY YOUR LOVE, TOMORROW THE WORLD: “Abbiamo quasi fissate alcune date all’estero, in particolare in Inghilterra stiamo cercando di organizzare bene le cose per fare in modo di farle combaciare come giorni e non dovere andare avanti e indietro. Alcune le ho trovate io stessa grazie ad alcuni amici che abitano là, e poi altre invece tramite la nostra agenzia. C’è questa serata bellissima che si farà su un barcone sul Tamigi, a fine settembre, e sto cercando in tutti i modi di riuscire a parteciparvi. Poi abbiamo qualche contatto a Berlino. You Know Me? è uscito come singolo per la Get Physical, un’etichetta berlinese. Loro avevano conosciuto la mia musica a Bologna e poi mi avevano cercata, trovandomi dopo una serie di giri assurdi, perché sul cd che gli avevo lasciato non c’erano miei recapiti! A Berlino ovviamente mi piacerebbe tantissimo riuscire a suonare, speriamo sia possibile prima o poi! Per ora ho ricevuto molti complimenti dal giro degli Atari Teenage Riot: a parte Nic Endo, anche lo stesso Alec Empire ha sentito le mie canzoni e le ha apprezzate”.

IGUANA: “A settembre suonerò all’Idroscalo a Milano, per il Rock in Idro. Lo stesso giorno di Iggy Pop, e devo riuscire assolutamente a parlarci, anche se sicuramente sarò emozionatissima, se me lo troverò lì davanti, e magari non riuscirò nemmeno a dire una parola. Tra l’altro ho appena saputo di una cosa molto bella (ed è la terza chicca!): inizialmente eravamo in programma per il pomeriggio, mentre probabilmente succederà che faremo una specie di after show in chiusura, proprio dopo l’esibizione di Iggy con gli Stooges. Che è ancora più una responsabilità, ma è soprattutto una figata. Chissà che magari a Iggy piacciamo! In fondo lui è una persona molto attenta alle novità e anche alla musica come la mia, oltre al fatto che so che è una persona molto colta e gentile”.

IL FAVOLOSO MONDO DI TIFFANY: “Mi mettono sempre un po’ in crisi, quando mi chiedono di dare qualche elemento di cose che mi piacciono, per esempio un libro, un disco, un film. Perché ce ne sono così tanti che magari ne dico qualcuno e poi subito dopo ci ripenso e mi pento di non averne aggiunto qualcun altro. In generale sono una persona che ha tantissime sfaccettature, gusti, interessi e sfumature, e che cerca di mettere ognuna di queste componenti in quello che fa. Ovviamente filtrandole con la mia personalità.

Mi chiedi se dovesse succedere che faccio un pezzo “vincente”, in italiano, e mi arrivassero proposte grosse, a livello promozionale, magari tipo partecipazione al festivalbar o cose così, come mi comporterei. Beh, ovviamente dovrebbe essere una cosa molto onesta: se mi dicessero che il mio pezzo piace così come l’ho pensato e scritto, e non mi chiedessero magari di cambiare qualcosa nel testo, o di pensare un ritornello più “facile” o accattivante, perché no? Non faccio questi ragionamenti da duri e puri che molto spesso si fanno, un po’ per falsa coerenza, nel mondo indie. Chiaro che tutto dovrebbe avvenire come ti ho detto, senza ruffianate e perché a chi decidesse di spingere così tanto una mia canzone, quella piace così com’è, senza doverla ammorbidire in nessun modo.

Quando fai un pezzo, ti crei sempre in testa una tua visione di come vorresti suonasse la canzone, o dell’effetto che vorresti avesse. La soddisfazione maggiore è quando si riesce a lavorare poi con gli altri e il risultato che ne esce combacia il più possibile con l’idea che ti eri messo in testa quando il brano è nato. A quel punto sono soddisfatta della mia canzone, e devo dire che quelle finite su Undercover mi soddisfano!”

RICEZIONE: “La mia musica è ed è stata recepita molto bene. Dopo un iniziale periodo di assestamento, e magari di lieve diffidenza, anche normale verso le nuove realtà che vengono fuori, in verità adesso mi sta capitando sempre più di essere “capita” per quello che propongo, e lo noto sia nei live, che hanno sempre una buona risposta di pubblico, sia nelle vendite del disco, che, vista la situazione critica del mercato, sono più che buone. Ovviamente ne sono molto felice, ed è una grande gioia”.

MUSICA NELL’ARIA: “Ho ascoltato sempre tantissima musica, c’è stato un periodo in cui suonavo musica estrema che arrivava da robe tipo industrial, dark e simili, che magari facevo ascoltare a Lorenzo che si meravigliava sempre per quanto erano scadenti a livello di produzione. Amo moltissimo gruppi come i Throbbling Gristle, gli Atari Teenage Riot (ovviamente!), i Ministry mi piacevano molto, ma ho sempre ascoltato cose anche molto distanti tra loro. Di recente, tra i gruppi italiani mi hanno colpita gli Offlaga Disco Pax. Di questi metto a volte dei pezzi, quando faccio la dj in giro e per radio (Tiffany è infatti anche una digeiessa e conduce un programma su una radio bolognese, n.d.a.)”.

DOPO CENA, IL CONCERTO
Tiffany live è una gran bella botta. I pezzi del disco sparati a volume pieno conquistano il pubblico che si piazza sotto il palco. Tiffany ha una gran presenza e magnetizza le attenzioni, mentre dietro di lei Lorenzo spara la chitarra ultramegadistorta e i computer di Alex fanno il resto. I brani si susseguono con qualche piccola variazione rispetto alla scaletta del cd, e l’apertura con Wake Up crea subito un bel clima di festa con le sue ritmiche superdance. Le cover si fanno apprezzare, soprattutto Kandeggina rende non poco. In generale i brani del disco vengono lievemente dilatati, con qualche coda strumentale più accentuata, e realizzata dal computer e dal campionatore. Tiffany riempie la scena e fa il resto, con ottimo carisma e dandosi da fare sul palco, perfettamente efficace e ipnotizzante con la sua voce e la sua attitudine. Tutti i brani più le due cover, un’ora di set compatto, senza vuoti o cadute di tensione, e pubblico che salta attento e partecipe. Ritmiche rave, techno, punk, elettronica e beat sparati. Tutto miscelato in una mistura sexy e avvolgente. I Wanna Be Your Mp3 e I’m Not A Peach sono forse i momenti migliori, ma tutte quante le canzoni reggono decisamente la prova-concerto. Alla fine per Tying Tiffany è un tripudio di richieste di foto e autografi. E conquistare anche la rude Isola bergamasca senza fare air-guitar non è certo impresa da tutti.

Link: http://www.tyingtiffany.com


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2006-06-28


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