PGR

Se questi sono scarti di fine stagione…

PGR, . Brescia, Festa di Radio Onda d'Urto 2006-08-18    

Live > Si arriva nello spiazzo dove si svolge la festa di Radio Onda d’Urto appena in ritardo, causa coda per trovare parcheggio, salutati da una lievissima pioggia che, a intervalli, ci terrà compagnia per tutta la serata, ma soprattutto introdotti dalla ieratica voce di Giovanni Lindo Ferretti che canta Tomorrow. Così? Come secondo, terzo pezzo al massimo? Colpo basso, non vale. E altrettanto penso non appena, subito dopo, mentre ancora stiamo contrattando con il tipo dell’ingresso il prezzo del biglietto, parte Amandoti, che da un inizio fedele alla linea e quindi valzer vira rapidamente verso un primitivo punk (e ‘sto pezzo è proprio potente, signori, non per niente l’ha cantato anche quell’altro monumento della musica italiana che è la Nannini).



“Ripasso, ribassi, saldi, fino a esaurimento scorte”: così si chiama, con la consueta tagliente autoironia, il concerto che Ferretti, Canali e Maroccolo, accompagnati da un bassista e un batterista che, chiedo venia, non conosco, hanno organizzato per questa serata. Una rivisitazione, mai autocelebrativa, ma anzi molto vitale, di quasi trent’anni, ormai, di pietre miliari della musica indie (ma non solo) fatta da tre signori cui chiunque suoni oggi in Italia dovrebbe semplicemente intonare osanna di lode e ringraziamento.

Andare a vedere un concerto così è per me cosa simile a quello che è andare a sentire, chessò, Dylan, o i Bauhaus (di cui riferiranno a breve nuovi giovani rioters): gente che ha chili di storia alle spalle ma che continua a scriverne, magari in modo meno appariscente ed eclatante, ma con una coerenza e una lucidità, e soprattutto con QUALCOSA ancora da dire, cui molti possono solo sperare di arrivare, dopo così tanti anni di carriera. E se a tutto questo si aggiunge che mi regalano Spara Yurij, Io Sto Bene, Emilia Paranoica (sì, Emilia Paranoica! E chi l’avrebbe mai detto che avrei sentito cantare “Emilia di notti d'attesa di non so piu' quale amor mio che non muore” da Giolindo in persona?), e poi ancora Tu Menti (che parte come un mid-tempo rock e poi torna punk come ai bei tempi) non posso che esultare, oltre che ad essere sinceramente emozionato. I brani vengono appena modificati rispetto all’originale, oppure in alcuni casi vengono recitati (alla grande!) da Ferretti, mentre Maroccolo traccia trame concettuali di basso su cui Canali si lascia andare in assoli all’e-bow: è il caso di Palpitazione Tenue e CCCP, ad esempio, con quest’ultima sarcasticamente pronunciata con occhi più spiritati che mai. Viene lasciato un po’ in disparte il repertorio più recente, quello per l’appunto a nome PGR, ma personalmente la cosa non mi dispiace più di tanto, trovandolo non troppo interessante.

Ma loro? I tre moschettieri? Come già capita vedendolo con i Marlene Kuntz, è sempre un piacere stare a guardare come si diverte Maroccolo, seduto tonitruante al centro del palco nella sua postazione, con quel suono che da solo ha fatto leggenda e che spacca anche solo se suona due-note-due, così come vedere Canali che trivella suoni dalla sua Gibson, oppure si lancia in ardite scale mediorientali. E Ferretti? Beh, se Maroccolo è il guru e Canali il pifferaio magico, lui è il profeta-sciamano, che dispensa (sue) verità a un pubblico ipnotizzato dal suo carisma e dalla sua presenza, dalla sua immobilità interrotta solo ogni tanto per versarsi un bicchiere di vino, dalle sue danze primitive eppure bellissime. E poco importa se la voce ogni tanto scricchiola, se canta un pezzo piuttosto che un altro (come succede in Forma E Sostanza, quando parte in quarta cantando il pezzo successivo in scaletta, per poi scoppiare a ridere contagiando tutti quando il bassista-con-la-coda glielo fa notare), o se – peggio – ogni tanto vaneggia cazzate sul Foglio (e che però van lette con il bonus della provocazione situazionista, n.d.a.): quando è su un palco ha ancora tutto quanto il suo perché e dà pacchi di terreno a parecchi.

Esattamente come i brani suonati e lo spirito, affatto da vecchie glorie, con cui vengono proposti, anzi molto convinto e appassionato.



Il prossimo live è ancora in Pankow.


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2006-08-19


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