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BAUHAUS

viaggio nella città che non sa di mare . l'aria non-sa di bauhaus

BAUHAUS, . Arena Alpe Adria, Lignano Sabbiadoro    

Live > Perduta possibilità di trovarsi nello stesso mondo ritrovata.

E il viaggio comincia.

Percorri quattro ore nel tempo, accanto a suore che perseguitano, divertite.

E l’aria sa già di Bauhaus.

Ne percorri un’altra attraversando due chilometri che paiono moltiplicarsi, per vie e finte pensioni, per finte dimore. Questa l’organizzazione.

E la destinazione si fa immagine visiva, ancora spoglia. Nessuno ad accogliere. All’ingresso un cartello



“ci assentiamo momentaneamente. involontariamente. la luce non ci vuole. ma è lei che inganna. è lei che confonde”.



E intanto, la città che non-sa di mare si riempie di figure nerovestite. Pizzi e metallo a decorarla.

Sulla spiaggia. dei perfetti stranieri. sfoggiamo ombrelli da pioggia per proteggere sottili superfici acrome che andranno presto a posizionarsi nel buio.

Nulla sembra agitare l’attesa e qualcosa sembra non funzionare. Ma guardi con gli occhi di un bambino al luna park. Caramelle giganti intorno, per lui. Negazione per me, qui.

Luci colorate e zucchero filato sta a bambino come la mal funzione, il non-essere e il non-avere sta a me. Proporzionalità diretta. Perfetta per le regole di questo mondo.

Il cartello non c’è più.

Non siamo ad agosto. Non è il quattordici. Non siamo a lignano. La città non-sa di mare.

Quelli non sono quattro uomini. Non sono voci. E intorno non ho gente. Non ho volti. Non ho corpi distinti.

Sul non-palco non ci sono corpi. Non stanno parlando di un dio sotto coperte confidenziali. Non stanno urlando tutto quello che hanno sempre voluto.

Io, non sto urlando.

Non sono stati degli occhi a guardarmi. Non è stata una mano a toccarmi.

Non ho abbandonato un non-finito kebap in compagnia di due nuovi piccoli uomini. Non abbiamo dormito accartocciati in macchine altrui, né tanto meno siam tornati sul luogo, pieno di bave di presenze che non vi hanno strisciato sopra. Come delle non-lumache. Non ci siamo bagnati.

Nel viaggio, al ritorno, non ho guardato. Non ho desiderato. Non ho voluto. Non ho pensato.

Tutto questo non è stato.

Non ho visto i Bauhaus. Non li ho sentiti. L’aria non sa di Bauhaus. Ancora.

Luci colorate e zucchero filato sta a bambino come la mal funzione e la negazione sta a me. Proporzionalità diretta.

Volevo tornare.


di: pacia

foto di: dade

Articolo inserito il: 2006-10-18


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