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CARLA BOZULICH + HRSTA

Lady From Apocalypse

CARLA BOZULICH + HRSTA, . Bronson, Ravenna    

Live > Arrivo al Bronson verso le 22.40. I Comaneci, valida band folk di Ravenna, sono all’ultima canzone… non sapevo della loro presenza stasera, altrimenti sarei arrivata con discreto anticipo. A dare il cambio sul palco ci sono gli HRSTA, special guest della serata i cui membri, una parte dei Godspeed You! Black Emperor, accompagneranno più tardi la Bozulich. Come previsto si dimostrano un ottima post-rock band dai toni noir e dal cantato sperimentale, non a caso con già all’attivo due album per la Constallation e godenti di buona fama tra gli addetti ai lavori della stampa internazionale. Lasciano il palco dopo un’ora scarsa di concerto, facendo posto ad una Bozulich in gran forma capace di ammaliare un pubblico per metà annoiato e come al solito maleducato (..tipica del Bronson è la gente che continua a parlare durante le session, non curandosi del brusio continuo che si viene a creare e quindi, della mancanza di rispetto verso chi canta e chi vorrebbe ascoltare!!!). Comunque. Dopo aver asciugato la birra che la bassista - con incredibile non-chalance - ha lasciato cadere sulla povera malcapitata seduta a terra di fianco a me, Carla sale sul palco impugnando la sua chitarra. Col suo abito nero e i suoi ricci corvini. Mi aspetto molto da questa performance, ho apprezzato tanto il suo ultimo album, “Evangelista”, uscito quest’anno su Constellation dopo il precedente “I’m Gonna Stop Killing” del 2004. Leggermente inferiore a questo, ma altrettanto valido. “Evangelista”, un pugno di canzoni tristi ma allo stesso tempo ricche di speranza, angoscianti, apocalittiche e sincere. Sempre intrise di fascino e all’insegna di un linguaggio sperimentale accompagnato da un sound out-rock. La formazione prevede batteria, tastiere, violoncello, basso, chitarra e tamburello Introduce “Pissing” eccellente cover dei LOW dove la Bozulich mantiene il flusso sonoro dell’originale aggiungendo un tocco noise prodotto da uno strumento giocattolo strisciato sulle corde della chitarra; la successiva “Evangelista II” suona quasi identica alla registrazione dell’album ma è arricchita da momenti in crescendo in cui ogni musicista è come posseduto da una forza surreale e psicotica che mira a violentare e massacrare lo strumento… sono questi spazi di rumore estremo a rendere ogni canzone magica e appiccicosa, magnetica e trionfante. La prossima canzone è nuova e Carla preferisce cantarla sola, accompagnata esclusivamente dalla sua chitarra, e lasciandosi andare nei balli e nel contatto col pubblico, anche spesso dando l'impressione di essere tutto così forzato..: sale e scende dal palco, corre a destra a sinistra e in cerchio, cammina tra il pubblico incredulo e si stende per terra appongiando la testa sulle ginocchia di un ragazzo seduto. Continua a cantare, sembra contenta di essere qua stasera… come noi. Divertiti e curiosi. Chiude la mezz’oretta totale di concerto con “Baby, That’s The Creeps”, sempre dall’ultimo album ed eseguita con un perfetto accompagnamento di tastiere. Appena trenta minuti, forse troppo pochi, ma certamente intensi ed indimenticabili.


di: Bosshog

Articolo inserito il: 2006-11-15


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