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AFTERHOURS

Da York al Mezzagoshire…

AFTERHOURS, . The Fibbers, York UK 2007-02-02    

Live > E finalmente è arrivato il tanto sospirato giorno.
E’ da appena tre mesi che mi sono trasferito in Inghilterra e l’appuntamento di questa sera è di quelli da segnare con la penna rossa sul calendario: signori e signore a York, uk si esibiranno gli afterhours!

Forse la più importante tra le band indie rock italiane (personalmente li metto al primo posto nella mia personale classifica assieme ai Marlene) nel corso del tour inglese di promozione al disco passa anche da quassu. York non è Londra e la scena musicale da queste parti viene oscurata dalle vicine Leeds e Sheffield. Ma ogni tanto qualcosa arriva. Artic Monkeys, We are Scientists, Coldplay, Maximo Park, Bloc Party hanno tutti calcato il piccolissimo palco del Fibbers. Ed oggi tocca agli After.

Mancano un paio d’ore all’inizio del concerto e il locale, un minuscolo club tutto di legno che terrà si e non 300 persone è praticamente vuoto. Non che la situazione migliorerà con il passare dei minuti: alla fine saremo, forse, una cinquantina di persone… e ciò mi fa un pò specie: l’ultima volta che li ho visti è stato all’idroscalo di Milano a settembre davanti a qualche migliaio di fans scatenati!

Prima del gruppo di Manuel Agnelli ci sono due gruppi locali: interessanti i primi, assolutamente insopportabili alle mie orecchie i secondi (ne approfitto per chiamare una cara amica grande fan degli After giù nel Mezzagoshire). Poi verso le 10 ecco che arrivano Manuel & Co. di ritorno dalla cena. Avvicino Manuel e gli chiedo se può dedicarmi una decina di minuti alla fine del concerto. Acconsente, poi va a prepararsi.
Mi aspetto un concerto tutto in inglese (sono qui per promuovere il disco in fondo) ma sarò piacevolmente smentito.
Manuel, camicia di seta rossa, alterna piacevolmente i brani in inglese del nuovo album con alcuni classici in italiano: "non si esce vivi dagli anni 80", "1996". "Tutto fa un po male" per chiudere il concerto con "Bye Bye Bombay".
Gli Afterhours sfoderano una prestazione da applausi conquistando il pubblico inglese venuto a vedere queste misconosciute sei piccole iene.



Il concerto dura poco più di un ora. Alla fine prima della promessa intervista con Manuel Agnelli scambio due parole con Giorgio il batterista degli after cui, d’accordo con un complice a Milano, riservo una piccola sorpresa: una telefonata live 'n direct con il suo collega di dj set “il dj zarro” (così lo chiama Giorgio), Blixa. Cosa si sono detti lo riporterà, se lo riterrà opportuno, il buon Blixa alla fine dell'articolo...
Poi mentre il resto della band smonta il palco mi avvicina Manuel.
Mi racconta di come il tour stia andando esattamente come se lo aspettavano con un po’ di differenze da data a data: a Birmingham non tanto bene. (hanno suonato davanti a una 20 di persone mi aveva confidato Giorgio poco prima).A Londra sold out in prevendita e gente fuori che premeva per entrare: quasi tutti italiani. Qui a York invece è stato ancora diverso perché erano quasi tutti inglesi e ciò gli ha fatto piacere. C’erano anche, mi dice, un paio di promoter importanti che sono rimasti molto molto soddisfatti.. Il tour, saltata la data di Liverpool, si concluderà a Glasgow.
Mi dice che in Italia quest'anno faranno qualche apparizione qua e là ma per un tour vero e proprio bisognerà aspettare il disco nuovo.
Poi il discorso cade e non poteva essere diversamente sul BLOOM di Mezzago, posto importante tanto per me quanto per loro e l'intervista smette di essere tale: Manuel si illumina e va a ruota libera raccontandomi di come loro al Bloom sono nati e cresciuti. Alla fine degli anni 80 era l’unico posto in cui fare cose: Bloom, mi dice, è stato lo sfondo di un sacco di "improvvisazioni" psichedeliche o unplugged.
Gli ricordo che quest’anno Bloom compie 20 anni e provo a convincerlo a fare una data li in via Curiel a Mezzago. Manuel sorride e si mostra un pò scettico. Si ricorda perfettamente dell'ultima volta che sono venuti: un incredibile doppio concerto sold out. Io non insisto più di tanto ma lui improvvisamente cambia idea e mi dice che se ne può parlare: fare una cosa al Bloom per i vent’anni sarebbe bello.
Intanto la band finisce di smontare e ci spostiamo a piedi in un altro locale Lungo le strade di York e al poi al "Certificate 18", appena fuori dalle mura della città tra pinte di John Smith e vodke doppie continuo a chiacchierare con gli altri membri della band.
Poi sono solo abbracci, strette di mano e saluti. Come si conviene.

(Intervengo, chiamato in causa! Con il collega dj zarro abbiamo parlato, tra le altre cose, di Lords Of The New Church!). Blixa


di: RADIOTAKESHI

foto di: Radio Takeshi

Articolo inserito il: 2007-02-06

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