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DEFTONES

Tonight we feel like more...

Deftones, . Alcatraz (Milano) 2007-04-04    

Live > Ore nove, entro all’Alcatraz. I Will Haven si sono già esibiti. Evabé. Tutti sono in attesa, pochi minuti e i cinque di Sacramento salgono sul palco. Viene salutato con un boato Camillo Chino Moreno, ciccioso ma non troppo, pantaloni corti e calze da giocatore di baschet tirate su fin sotto al ginocchio. L’inzio non può essere più fulminante, tutto all’insegna del cavallino bianco: Korea, Feiticeria, Digital Bath e Knife Prty.

Devastante ed estatico, un colpo già da ko.

Da qui in poi si alternano pezzi nuovi ma tante canzoni “storiche” (tra cui My own summer, Change, Around the fur, Bored, Minerva, Be quiet & drive, Back to school... è mancata solo Head up ma non si può avere tutto) in una scaletta fatta per andare sul sicuro, incentrata sui pezzi più amati. Una scelta facile (non coraggiosa forse), ma che ha sicuramente reso il concerto entusiasmante. Già perché alla fine i Deftones dal vivo sono sempre una sicurezza (un po' stranamente impreciso Abe Cunningham questa volta): potenti, tirati, sul palco danno tutto. Per quasi due ore non si risparmiano e non risparmiano nessuno. Nemmeno il numeroso pubblico (tutto sold out stasera) si trattiene, anzi incita, aplaude, grida, si muove senza mai star fermo. Sentire Passenger cantata all’unisono da una marea di persone è una sensazione incredibile, e ancora adesso un ricordo estremamente emozionante. Non conta aver assistito ad un loro concerto già altre volte (per me era la quarta volta, sebbene la precedente risale al lontano 2001), l’impatto è sempre tale da lasciaremi senza parole.

La chiusura con 7 words è un epilogo perfetto.

Uno dei concerti dell’anno, senza alcun dubbio.

And God bless you all...


di: Felson

foto di: La Rò

Articolo inserito il: 2007-04-11


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