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THE FUZZTONES

Suonami/Scopami/Stravolgimi

The Fuzztones, . 2007-05-03    

Live in Bloom >

Serata ad alto tasso adrenalinico al Bloom, attesi sul palco gli storici Fuzztones di Rudi Protrudi. Il locale è pieno, l’età media piuttosto alta, diciamo più sui trenta che verso i venti. I Fuzztones non sono certo il gruppo del momento per la generazione giovane cresciuta ad Mtv e Finley, no, loro vengono da lontano, temporalmente e geograficamente: New York, primi anni ottanta l’inizio della storia.

Per intrattenere il pubblico prima del gruppo tanto atteso ci pensano i Sextress da Udine. Un gruppo che suona bene, canta bene, ma rimane troppo piatto per davvero accendere una scintilla di interesse. Non hanno nulla che non vada (compreso l’uso della Phantom Guitar tanto presente stasera per essere anche e soprattutto nel logo dei Fuzztones) e questo finisce per farli diventare molto prevedibili. Un gruppo spalla, appunto.

I Fuzztones si rivelano, come da aspettative, di tutt’altra pasta. In sette sul palco, scaricano una quantità di energia e di riff e di canzoni in modo incredibile. E di parole. Sì perché il Rudi è prima di tutto un personaggio eccezionale, che tra una canzone e l’altra non sta zitto un secondo, che cerca il contatto col pubblico, ammiccando alle ragazze in sala, lanciando proclami ironici e frecciatine. Sorridendo tantissimo, stringendo mani. E parlando di sesso, ovviamente. Non si riesce a fermare, tiene il palco da solo, sia quando suona, quando canta, quando si muove, quando parla. Presenta il gruppo e non può esimersi dal fare l’ennesima battuta: “I’ve never met two horny guys like these, look at their horns!” le parole per presentare trombettista e sassofonista. Fa cantare al pubblico "Happy birthday to you" per Lana Loveland, la charmante tastierista da lui definita "Cock pleaser and my personal queen". Parla di ragazze, dice al pubblico maschile di essere dispiaciuto perché le scoperà lui tutte stasera, ma lo farà per loro. Non riesco a trattenere le risate.



Ma è la musica la forza trascinante di tutto, pezzi garage, hard rock, rock'n'roll, che ti stravolgono, ti fanno muovere il culo dall’inizio alla fine e ti lasciano senza fiato, per quasi due ore di concerto. Tante canzoni nuove, forse troppe, e i tributi ai Sonics. Meno grandi classici in scaletta ma di fronte ad uno spettacolo così non c’è da lamentarsi. Anzi, ad avercene di gruppi che suonano così, che ti regalano uno show intenso e completo. Già, una serie di concerti che vedere in Italia potrebbe essere l’ultima volta: "Lo stato italiano chiede il 40% di tasse sui nostri proventi dai concerti, quindi questo sarà l’ultimo tour qui". Peccato. Esco ma non piove. Governo ladro lo stesso?


di: Felson

foto di: Stefano Masselli

Articolo inserito il: 2007-05-13


The Fuzztones


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