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GORAN BREGOVIC

Goran Bregovic e l’Orchestra dei Funerali e dei Matrimoni

GORAN BREGOVIC, . Bataclan - Parigi    

Live > Grande ritorno sulle scene del musicista compositore slavo, reduce dalla registrazione del suo primo album solista, “Tales and Songs from Weddings and Funerals” (Mercury/Universal).
Accompagnato da una fanfara di compatrioti, Bregovic propone due tipi di show nel corso della sua tournée: un concerto per piccole sale, in cui viene accompagnato da una “selezione” di 14 musicisti ed un concerto da teatro, in cui viene accompagnato da una grande orchestra di 40 elementi.
Nella cornice della storica sala del Bataclan di Parigi, Bregovic decide di dare inizio alla serie di concerti con la versione small della sua orchestra, che sale mano a mano sulla scena spuntando di soppiatto in mezzo alla platea del pubblico rivolto tutto in attesa verso il palco.
Lo spettacolo è assicurato ed imperdibile e propone una serie di brani tratti dall’ultimo album, che esplora la tradizione tutta balcanica delle fanfare musicali che sono incaricate di suonare durante i matrimoni ed i funerali. Ma Bregovic è un intelligente e fine compositore e non si limita alla semplice riproduzione della tradizione ma la reinterpreta con ironia, testi più o meno impegnati e soprattutto con una verve ed energia che dal palco contagiano presto il pubblico in sala.
L’atmosfera è difatti surriscaldata, il pubblico vario mostra la qualità del genuino lavoro di Bregovic: impossibile stare fermi ascoltando i pezzi più indiavolati ed altrettanto impossibile non lasciarsi prendere da malinconia durante i brani più intensi.
A supportare il compositore una band di ottimi musicisti, con solisti eccezionali, le cui evoluzioni agli ottoni ricordano gli incantatori di serpenti orientali e che ammaliano il pubblico. Da segnalare anche l’apporto melodico delle tre coriste, originarie della Bulgaria e della Macedonia , che creano con le loro voci un’atmosfera tra il malinconico e l’angelico davvero unica.
Bregovic da parte sua ci mette voce, chitarra, tamburello e presenza scenica: ottimi i pezzi di repertorio (da Underground) e splendidi anche i brani del nuovo album che alterna swing balcanico a indiavolate melodie in 7/4 fino ad un quanto meno inedito tango slavo (!).
Come in tutti i concerti più belli il tempo sembra volare ed i bis spremono artisti e pubblico ogni energia residua. Bregovic, sorpreso lui stesso dall’entusiasmo del pubblico, in buona parte composto da slavi, dice di non volersene andare a dormire e si lancia con la sua band in un excursus di musiche da matrimonio addirittura scusandosi di aver esaurito il proprio repertorio: “Sappiamo suonare solo musica da funerali e matrimoni, mi spiace….”
Il concerto finisce con il brano “Kalashnikov”, uno dei suoi brani più noti, un’ironia feroce su “quelle persone che dalle mie parti amano portare un’arma con sé” e che unisce il pubblico in un sudatissimo ballo conclusivo, in cui finiscono per lanciarsi anche parte dei musicisti della band.
Insomma, se potete andateci, se non potete comprate il cd!


L’album solista – “Tales and Songs from Weddings and Funerals”, Mercury/Universal, 2002

Altri dischi correlati:
Ekrem & Gipsy Groovz, “Rivers of Happiness”, Enja/Hammonia Mundi, 2002
Kocani Orchestar, “Alone at my Wedding”, Crammed, 2002


di: DHARMABOY

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