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SISTEMI OPERATIVI LIBERI

Piccola guida a dove trovare i sitemi operativi e le relative guide

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WebSfera >  Dal momento che la stragrande maggioranza dei computer viene venduta con un sistema operativo Microsoft preinstallato e che installarne un secondo non è cosa banale per il neofita (non tutti sanno destreggiarsi tra partizioni e boot loader e un piccolo errore può cancellare o rendere inaccessibili i nostri dati) la diffusione dei sistemi aperti e dei sistemi liberi [definizione ufficiale di Software OpenSource è risultata fino ad oggi particolarmente difficile.
Ma quali sono mai questi software e come possiamo testarli in modo indolore sul nostro pc?
Quello del pinguino Tux (nda: logo di Linux) è sicuramente il sistema alternativo a Microsoft e Mac più conosciuto ma non è il solo. Ne esistono molti tra cui i dialetti Berkeley Software Design (FreeBSD , OpenBSD, NetBSD) e Free Software Foundation (GNU/Hurd).
Ne esistono di recenti come lo stesso kernel di Mac Os X, Darwin (basato su FreeBSD4.4 e Mach 3.0) e di meno recenti come Open BeOS o OpenVMS.
Per avere un’idea di quanti siano è sufficiente sfogliare l'Open Directory project alla voce "Sistemi operativi open source". Fatto?
Wow, chi si immaginava che ce ne fossero tanti? Cerchiamo di fuggire da questa babele e buttiamoci sul sistema più noto ai più: proviamo a cercare Linux nella pagina appena aperta. Trovato? Bene, clicchiamo sul link. E ora?
Forse qualcuno si aspettava di trovare una bella homepage e un prodotto pronto all’uso ma dietro alla parola Linux, a parte tonnellate di storia, si nasconde “solamente” un singolo file: il “kernel”.
La maggior parte dei programmi che fanno da corredo al kernel sono stati sviluppati dal progetto GNU e sono distribuiti sotto licenza GPL o LGPL. Per fornire un'installazione completa di Linux, dei programmi di utilità e di tutta una serie di software (commerciale e non) esistono le "distribuzioni" (o “distro”) Linux che di solito forniscono un programma di setup e un’interfaccia grafica per installare e utilizzare il sistema in maniera "amichevole" (più simile a windows che al DOS per intenderci). E' importante quindi far notare che quando si parla di Linux si intende il kernel, mentre quando si parla di una distribuzione o dell'intero sistema bisogna usare il termine GNU/Linux. E' importante capire che il S.O. e il software di base fornito e' lo stesso tra le varie distribuzioni.
A questo punto dobbiamo scegliere una distribuzione. Clicchiamo su "Distributions". Come vedete il numero di link non fa altro che aumentare.
Tra le varie vie che possiamo percorrere per addentrarci nel mondo GNU/Linux scegliamo quella più indolore possibile: le distro “Live CD”, distribuzioni che non necessitano di installazione su disco fisso. Questa scelta ci consentirà di impiegare un pc senza minacciare i dati in esso contenuti. Sarà utile avere sempre in tasca un sistema operativo perfettamente funzionante in grado di diagnosticare ad esempio problemi hardware o di essere utilizzato su pc dei quali ci è precluso l’utilizzo (scuole, locali, aziende …). Se poi la distribuzione vi conquisterà sarà possibile installarla e vi assicuro che non vi farà rimpiangere le soluzioni tradizionali.
Clicchiamo su Live CD e poi su List of Linux Live CDs . Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una serie lunghissima di links (più di 150)… che fare?
Si aprono due strade:
Puntare su distribuzioni affermate come MandrakeMove , Suse Live-Eval delle quali esistono versioni più voluminose o Knoppix (solo live).
Prediligere versioni sulla base delle funzionalità peculiari offerte (assenti nelle grandi distribuzioni). Tra queste vi segnalo l’italiana dyne:bolic focalizzata sulla produzione e trasmissione multimediale libera e l’africana Impi Linux (Impi è la parola in lingua Zulu che indica il "gruppo di guerrieri") che si prodiga insieme a Translate.org.za per la traduzione nei diversi idiomi africani del software libero.
Sul sito di ogni distro troverete i collegamenti per il download ed una guida completa all’installazione.


di: YOYOGA77

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