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MiAmi 2007 - Giorno n. 1

Smettila di parlare, avvicinati un po'.

MiAmi 2007, . Magnolia (Milano) 2007-06-08    

Live > La terza edizione del MiAmi, festival di musica indipendente (o Importante, come si corregge quest'anno la scritta nel manifesto di presentazione) organizzato dalla benemerita webzine Rockit, la vince anche sulla pioggia, che dispettosa aveva minacciato di rovinare tutto nei giorni precedenti, e che invece ha regalato solo poco dannosi temporali notturni.
E allora via ai concerti. Cose sempre più in grande, grazie anche alla collaborazione del Circolo Magnolia, comodo anche per la possibilità di predisporre due palchi (il Sandro Pertini, più main stage, se vogliamo, e La Collinetta, più con attitudine free festival).
Venti band, solo il primo giorno, equamente divise tra i due palchi, e tenendo conto anche del reading notturno di Enrico Brizzi insieme ai Numero 6 con cui si concludeva la prima giornata, mentre in contemporanea i Marta Sui Tubi facevano il diavolo a quattro sul palco grande, preparando tutti a ballare poi con i Crookers.
Niente classifiche di merito, comunque, né graduatorie. Qua mi interessa soltanto accennare ai gruppi che davvero mi hanno convinto, o sorpreso. Molti mi han detto bene degli Ex-Otago, ma io in quel momento ero dall'altra parte a vedere i Vanessa Van Basten, e non posso dire. Però i secondi, oltre a vincere un premio per il bel nome scelto, mi hanno sorpreso, non foss'altro che perché non li conoscevo e mi aspettavo musica totalmente differente. Invece mi ha colpito la loro miscela di progdoomdark strumentale con cenni alla Ufomammut, pur essendo genere che abitualmente non è nelle mie corde.
Poi ho apprezzato particolarmente i Bachi Da Pietra: una sorta di Chet Baker che suona alla Ry Cooder sussurrando vagamente alla maniera di Mimì Clementi, mentre il sempre ottimo Bruno Dorella tiene il tempo alla batteria. Tra le cose migliori che ho visto (insieme a Beatrice Antolini, che però ha suonato il secondo giorno, e di cui dunque scriverà Felson). Insieme agli A Toys Orchestra, che hanno confermato quanto di buono mi avevano detto la prima volta che li avevo visti live, e soprattutto quanto anche dal vivo (seppur penalizzati da suoni così così) la loro musica renda. Un po' sottotono i Perturbazione, nonostante la presenza di Mauro "The Voice" Giovanardi dei LaCrus nella cover deandréiana di Rimini. Bene, invece, assolutamente bene, l'esibizione dei Marti, stavolta a organico completo e adattissimi per l'orario da giovane notte in cui hanno iniziato a suonare. Andrea Franchi alla batteria lo guarderesti per ore, ma tutta la band è stata decisamente in palla, permettendo al crooning di Andrea Bruschi di uscire meglio, rispetto alle altre volte in cui li avevo visti live. Menzione doverosa per il fonico della band, Guglielmo Ridolfo Gagliano, vero "dodicesimo uomo in campo".
Dopo per me c'è stata solo la festa, e la danza.


di: BLIXA

foto di: Felson

Articolo inserito il: 2007-06-12

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