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MiAmi 2007 - Giorno n. 2

Baciamoci, balliamo, poi sdraiamoci stremati sull’erba.

MiAmi 2007, . Circolo Magnolia 2007-06-09    

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Il primo anno del MiAmi, il festival della musica e dei baci organizzato da Rockit, sulla locandina (e sulle immancabili spillette) campeggiava ovviamente una coppia intenta nell’atto del baciarsi. L’anno dopo i due innamorati non si baciavano più, ma si osservavano un po’ di sottecchi. Ora, giunti alla terza edizione, la nostra coppia preferita nemmeno si guarda, ognuno fuma pensando ad altro. Di questo passo l’anno prossimo ci sarà solo lei/lui e nel 2009 nessuno. Forse un cane, forse nemmeno quello.

Ciò che invece è successo al MiAmi quest’anno è tutto il contrario di un distacco (o di una sadness after sex). Anzi, complici le circa dodicimila persone presenti nei due giorni di concerti e il terzo di pic nic & dj set, forse è stata la musica che ha fatto da cornice per quello che è stata un’esplosione di rapporti interpersonali. Il secondo giorno riassume un po’ il tutto: i concerti inziano presto, alle quattro del pomeriggio, e il tempo di stare al Circolo Magnolia per poter fare quello che più interessa ce n’è a bizzeffe. E allora si gira tra le bancarelle (piene di cd, spillette, libri, spillette, cd, magliette, cd, spillette, gadget vari), si compra qualcosa (anzi, troppo) si parla con gli addetti ai lavori, con i musicisti, coi dj, con i semplici amatori. Poi si guarda un concerto in uno dei due palchi, ci si sdraia sull’erba, si mangia una pizza, si bacia qualcuno. E poi si ricomincia tutto da capo. “Mi sembra che quest’anno il pubblico sia un po’ disattento, ci sia meno partecipazione all’esibizione in sé” mi confida un amico. Forse è vero, ma è stato bello così. Di certo questo non è imputabile alla programmazione: gruppi interessanti ci sono stati eccome e l’unica pecca è costituita dall’umana impossibilità di seguirli tutti. Si spazia dal più indie rock di Pink Rays e Banshee (versante rock’n’roll-garage) o Canadians (versante pop), ai suoni corposi di Ministri e Isobel, alle più raffinate melodie di Giuliano Dottori, Le Man Avec Le Lunettes, Alessandro Raina, Dente, Beatrice Antolini, al rock di un personaggio vero come Giorgio Canali, all’electropop danzereccio di My Awesome Mixtapes, ai Pay, all’Artemoltobuffa, ai gruppi che suscitano interesse come Jennifer Gentle (a me poco) e Settlefish (sicuramente di più).



A mio parere le due migliori esibizioni sono soprattutto due: la prima è sicuramente quella dei Julie’s Haircut, un set principalmente basato su “After dark, my sweet” con l’aggiunta di un pezzo dei Can, un’esibizione lunare ma di grande impatto, affascinante con stile. La seconda, che probabilmente è la migliore dell’intero festival, è stata quella de Il Teatro Degli Orrori, il nuovo progetto di Pierpaolo Capovilla e Giulio Ragno Favero: tra Jesus Lizard e Carmelo bene, ispirati e potentissimi incendiano l’idroscalo, sfacciati ma appassionanti e adrenalinici. Si rimane senza parole, dopo di loro il nulla. Come dite? Dopo di loro c’erano gli Offlaga Disco Pax? Appunto.


di: Felson

foto di: Felson

Articolo inserito il: 2007-06-13

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