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SMASHING PUMPKINS

Lo spirito del tempo (perso)

Smashing Pumpkins, Zeitgeist. Reprise 2007    

Supporti > Che poi a me sta anche simpatico, Billy Corgan. Dico davvero. Soprattutto da quando, dopo l’incompreso Adore della seconda metà degli anni ’90 (eresia! un disco quasi senza chitarra e con l'elettronica negli anni post grunge!), ha cominciato a non azzeccarne più una che sia una: prima i due capitoli di Machina - The Machines Of God, poi il demenziale progetto Zwan, quindi l’arruffato disco solista con la cover dei Bee Gees cantata in duetto con Robertino Smith. E in mezzo pagine di quotidiani comprate per dire che rivoleva i Pumpkins e i suoi sogni, matrimoni che si sfasciavano, amici che si drogavano, blablabla.

Fino a questo disco di pseudo-reunion. Pseudo perché della formazione originaria sono rimasti solo zio Fester Corgan e il batterista (ex)junkie Jimmy Chamberlin (uno dei più sottovalutati musicisti degli anni ’90, peraltro, almeno in area rock): il nipponico Iha vive a Parigi e fa altro, la bassista pseudo-bambola di pezza fa la casalinga disperata e la Melissa Auf Der Maur che l’aveva rimpiazzata non è stata convocata, a questo giro, sostituita da una squinzia in stile Lavigne-ma-indie (Billy pare poter proprio suonare solo con bassiste).

Sì insomma, mi sta anche simpatico, Billy, e non lo credo affatto quel supponente egotista-testadicazzo che molti considerano (o quanto meno, questa eventuale patente non è affatto motivo di antipatia, dal mio punto di vista), ma la questione vera e propria è: PERCHE’ farsi tanto male? E sfoderare un disco totalmente fuori tempo massimo, con ‘sti chitarroni al confine con il metal e dal suono rimasto al 1994, con ‘ste frullate di batteria che per carità, belle e occhei, ma dopo un po’…

Intendiamoci, non tutto è proprio da buttare via: ci sono episodi che si salvano, e che, guarda caso, sono quelli che non provano a mettere la camiciona di flanella (qualcuno lo dirà prima o poi, che a parte Jeff Ament e Duff McKagan i rocker degli anni ’90 si vestivano pessimamente?) o la maglietta con su lo Zero e travestirsi da scarti di Mellon Collie o Siamese Dream (i due dischi di maggior successo della band, ma non c’era bisogno che ve lo dicessi, vero?), quando non dalle deteriori uscite del gruppo (vedi la deboluccia That’s The Way (My Love Is)). Sì, perché Bleeding The Orchid, con il suo arpeggio darkeggiante, o Starz (anche se ammicca pesantemente, e sembrerebbe quasi volutamente, nella voce, a Bullett With Butterfly Wings), pur appesantite da assoli di chitarra un po’ stantii e da barocchismi chitarristici agé, stanno in piedi, così come Neverlost, che riprende quell’amore per i New Order più rock, o anche per i Cure di metà ‘80 che il buon Billy non ha mai nascosto e che anni fa gli fece scrivere quel gioiellino di canzone che fu 1979. Ma le cose buone si fermano purtroppo praticamente qui, teniamo buone giusto Bring The Light, o le tastierine ancora Cureggianti di For God And Country, a voler essere di bocca buona. Ché il singolo Tarantula è imbarazzante, e senza un velo di ironia in quelle tamarrate di chitarra che nemmeno i Darkness, e la lunga suite di United States stufacchia anzichennò. E poi Corgan non perde il vizio della prolissità musicale, tirando per la lunga pezzi che, se snelliti, almeno ne guadagnerebbero un po’, o inserendo canzoni che allungano il brodo senza aggiungerci almeno un pizzico di sapore, vedi (Come On) Let’s Go.
Che poi piacerà ai fan, ai nostalgici, a quelli che vogliono le distorsioni belle sature, ai trentenni che venerano la stagione di Seattle, e va bene così. C’è posto per tutti, ci mancherebbe! Ma a me fa davvero l’effetto che farebbe l’entrare in un Jurassic Park: stesso effetto che mi aveva fatto l’ultimo disco dei Pearl Jam, l’anno scorso.
Insomma, a me Billy sta anche simpatico, ma ai pasticcioni che continuano a non azzeccarne più una che sia una non è che si possa dare credito proprio per tutta tutta la vita.

Link: http//www.smashingpumpkins.com

video: Tarantula


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2007-07-08

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