LIARS

Catartica?

Liars, Liars. Mute 2007    

Supporti > E chi se lo sarebbe mai aspettato? Fai partire Plaster Casts Of Everything, il primo brano di Liars e ti trovi una poderosa cavalcata rock che nemmeno gli Stooges di Funhouse, che se non ci fosse la vocina sgraziata e falsettosa di Angus a cantarci su affogata nel riverbero penseresti di aver sbagliato ciddì. Invece è tutto vero, e questo partire in quarta farebbe pensare che i Liars abbiano deciso di diventare i nuovi salvatori del rock’n’roll, con tanto di riffoni e finali di brani pestoni (vedi anche Cycle Time). Niente di tutto questo, o meglio, non solo: ché già le carte si confondono imprevedibili con il brano seguente. Houseclouds è roba ancora diversa, funky scazzato e indolente, affine addirittura a certo Beck, risultando senza dubbio il brano più pop e melodico mai composto dall’enigmatico trio australiano-newyorkese-berlinese. E allora dici: ok, i Liars hanno deciso di prendere tutti in giro e fare il disco pattone per vendere millemila milioni di copie e diventare le nuove superstar. No no no: perché poi parte la splendida Leather Prowler e tutto cambia ancora, facendo rivivere le atmosfere dell’inarrivabile precedente disco, Drum’s Not Dead: ovvero i fantasmi dei Virgin Prunes e del Pop Group intessuti di sonorità sghembe e magmatiche percussività. E Sailing To Byzantium, allora? Toni inafferrabili e rarefatti, melodie sfuggenti, due note di tastiera a inquadrare il tutto, rumori dietro, in sottofondo, lamiere percosse prima di un pattern quasi trip-hop e a metà un inquietante giro di organo distorto.
E tutto il disco veleggia su questa cifra di inafferrabilità, che non lascia intravedere un filo comune, un discorso come lo si avvertiva invece nei precedenti lavori della band (che fosse il neoprimitivismo di They Were Wrong So We Drowned, o la descrizione della lotta tra gli umani dualismi dell’immediato predecessore di questo disco), perché qui ci trovi anche i Jesus And Mary Chains (What Would They Know, ma soprattutto Freak Out, che porta anche su strade psychobilly), i Radiohead più obliqui (la conclusiva e bellissima Protection), e l’amore per l’industrial colto degli Einstürzende Neubauten (Pure Unevil), come se questa veloce (i brani sono quasi tutti attorno ai tre minuti) raccolta di brani fosse una summa, ma non una summa per fare sintesi di quanto prodotto fin qui e fare il quadro della situazione, quanto piuttosto per distillare da tutti gli ingredienti che compongono il patchwork musicale dei Liars l’anima vera che li contraddistingue, far uscire dall’alambicco tutti gli incubi buoni o cattivi e quindi depurarsene. Includere per fare catarsi di se stessi e della propria musica, finendo per realizzare una sorta di ipotetico greatest hits coniugato al tempo futuro, anziché al passato. Non a caso, proprio per questo, credo, il disco porta lo stesso nome degli autori (cosa che nel manuale di buona creanza del rock si usa fare in occasione del debut album, quasi a dichiarare: “Eccoci qua, noi siamo questi e facciamo questo”).
Del resto, immaginatevi di essere in una situazione simile ai Radiohead dopo aver fatto il botto con Ok Computer: potreste ripetere pari pari il disco precedente, oppure (come hanno fatto Thom Yorke e soci) prendere derive completamente diverse e sfornare un altro capolavoro come Kid A, oppure, come hanno fatto qui i Liars, decantare tutti gli input, esibire la loro carta d’identità facendo suppurare tutte le loro variegate scorie.
Che in tutto questo stia del genio, dell’irriverenza o del manierismo, e poi se a tutto ciò dare valenza positiva o negativa, sta a voi deciderlo. Certamente è meno affascinante, di Drum’s Not Dead, e meno decisivo, meno apripista e meno investito del ruolo di scopritore di vie nuove, questo disco omonimo. Ma altrettanto sicuramente è interessante, e pieno di spunti da ascoltare con interesse, di attrattive più o meno nascoste e di gustose prelibatezze musicali.
Rilassato, e noncurante delle aspettative che la band portava su di sé. Perciò, proprio per questo, comunque senza dubbio un disco riuscito.

Link: http://www.liarsliarsliars.com

Video: Plaster Casts Of Everything




di: BLIXA

Articolo inserito il: 2007-08-04

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